Note…… a margine!

 

 

E’ tutto inutile. E’ stato tutto maledettamente inutile.
Denunce, esposti, marce anti-eoliche, scioperi della fame, occupazioni del Regio Tratturo, blocco fisico i lavori frapponendosi fisicamente d’avanti alle ruspe ed oltre 50 tra denunce, esposti e non so quanti articoli per denunciare e sensibilizzare.

Tutto per difendere beni pubblici e totalmente tutelati da leggi, regolamenti, decreti e tutto utilmente inutile!

L’ultima, ma non ultima, è l’emanazione del Decreto Dirigenziale n. 18 del 12/03/2018 con il quale si modificano strumentalmente ed a vantaggio della Dotto Morcone s.r.l. le prescrizioni di sospensione dei lavori in area SIC (ora ZSC) nel periodo aprile-giugno, periodo di riproduzione della fauna e dell’avifauna. Ed è di oggi che il Tribunale del Riesame ha respinto anche il ricorso del magistrato all’archiviazione delle nostre denunce dell’11 marzo 2017 e delle altre successive.

Modifica del decreto VIA-VAS-VI senza che fosse mai stata resa pubblica la convocazione ella conferenza di servizio e senza che fossero mai stati resi pubblici sul sito della regione i relativi documenti presentati dalla ditta Dotto Morcone s.r.l.

Cose che comunque abbiamo denunciato all’autorità giudiziaria, forse inutilmente.

Inutilmente come è successo per tutte le altre decine e decine di denunce presentate per scongiurare il danno ambientale e la devastazione di un territorio tra i più importanti del massiccio del Matese.

Alla fine hanno vinto loro, le lobby, gli speculatori, i devastatori ambientali, gli inquinatori, gli assassini di biodiversità.

La lotta benchè impari si è dimostrata inutile. Che senso ha, adesso, continuare una battaglia per difendere cosa?
I Tre Cantoni non ci sono più; le falde idriche inquinate dal cemento armato, i pascoli permanenti spariti, i prati aridi devastati, degli *Habitat Prioritari ne è rimasto solo il ricordo descritto nelle carte di Rete Natura 2000; il Lupo, i tritoni, il Nibbio reale e il Nibbio grigio, le Poiane, il Biancone ecc…ecc… tutto sparito!
Chi aveva in mano lo strumento per tutelare i beni collettivi non lo ha usato permettendo ad una società privata di poter utilizzare un territorio che non gli apparteneva solo ed esclusivamente per speculare economicamente.

Loro sapevano, i Lanzichenecchi, che per sconfiggere le opposizioni popolari e burocratiche, bisognava mettere sul tavolo i soldi ed ogni resistenza sarebbe sparita.

E là dove sarebbe dovuta intervenire la magistratura tutto si è rallentato fino a permettere un incalcolabile danno ambientale .
Così è stato!

Il cittadino che difende un bene pubblico collettivo contro interessi così grandi fatti di milioni di euro, di potere, di infiltrazioni nel sistema politico-economico non vale assolutamente niente!

Quello che è certo è che i territori devastati della Valle del Fortore, di Circello, di Morcone e di quelli di Santa Croce del Sannio, Pontelandolfo, San Lupo, Casalduni ecc… che saranno a breve devastati, non ritorneranno mai più come prima e i nomi dei responsabili di queste devastazioni dovrebbero essere scolpiti nella roccia a futura memoria.
Avevo già dichiarato che una volta installata la prima pala sui Tre cantoni, io mi sarei ritirato perché, benchè non mi senta uno sconfitto, ho perso!
Non ha più senso continuare poiché sono chiare le forze e le posizioni. Politicanti e partiti politici truffaldini legati a doppio filo con gli speculatori devastatori dei territori; uffici regionali asserviti agli stessi interessi; amministratori locali che si fingono “contro” ed in ultimo Procure della Repubblica che non fanno rispettare le leggi!

Non mi cercate perché sarò tra i boschi a leccarmi le ferite.
Vagherò per i monti di quel poco dei Monti del Matese rimasti ancora intatti e dove il mio istinto si sentirà ancora vivo.

 

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L’eolico invade anche Cerreto!

Al Comando dei Carabinieri
Stazione di Cerreto Sannita

Al sig. Sindaco
del comune di Cerreto Sannita

Al comando dei Vigili Urbani
del comune di Cerreto Sannita

Il sottoscritto, Giuseppe Fappiano, nato a Cerreto Sannita il 10/02/1956 ed ivi residente al Vico Santa Chiara, n° 3 presidente dell’associazione “Fronte Sannita per al Difesa della Montagna” con sede in Cerreto Sannita Vico S.Chiara,n. 3,

denuncia quanto segue:

In data 23 febbraio 2018, alle ore 8,30, si è recato in località “Parata Ungara” in agro di Cerreto Sannita, ai confini con il comune di Morcone.
Sul territorio di quest’ultimo comune si stanno eseguendo i lavori di costruzione di un impianto eolico da parte della ditta “Dotto Morcone S.r.l.” che ha recintato il cantiere di lavoro con reticolato in plastica rossa.

Da una verifica diretta si è potuto constatare che la ditta ha esteso la recinzione del cantiere nel comune di Cerreto Sannita, località “Parata Ungara”, sconfinando con essa per oltre 30 metri in profondità e per una lunghezza di circa 70 metri.

La suddetta recinzione ha inglobato al proprio interno anche un’area archeologica in cui è presente un “cippo” medievale databile intorno al 1200 con scolpita l’epigrafe “PC” che segnava i confini tra gli antichi stati medievali di Terra di Lavoro ed il Principato Ultra.

Tutto quanto sopra esposto viene segnalato affinché gli organi e gli enti in intestazione, ciascuno per le proprie competenze, adottino i provvedimenti anche in via cautelare, ritenuti più opportuni

Con Osservanza,

Cerreto Sannita 26 febbraio 2018

Si allegano alla presente denuncia n° 4 foto.

Localizzazione dell’area (cerchiata di rosso) di invasione nel territorio di Cerreto Sannita da parte della società Dotto Morcone s.r.l.

Recinto installato in agro di Cerreto Sannita (lato Ovest) 

Recinto installato in agro di Cerreto Sannita (lato Est)

 

Cippo di confine trà Contado del Molise e Terra di Lavoro risalente al 1200

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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I Tre confini…..

Questa che segue è la comunicazione-denuncia sui rischi per i cippi dei confini medievali tra i tre stati di Terra di Lavoro- Principato Ultra e Contado del Molise risalenti al 1200.
In data 16 gennaio 2018 ho inoltrato, come Fronte Sannita per la Difesa della Montagna, alla Soprintendenza ai beni archeologici di Caserta una nota denuncia dei possibili rischi di sradicamento e, quindi, di cancellazione dei tratti storici dei luoghi.
Ieri, 10 febbraio 2018 purtroppo quello che temevo si è compiuto. Il Cippo di confine  su cui era scolpito le due lettere “PC” e che io avevo appositamente evidenziato con vernice rossa affinchè fosse visibile, è stato sradicato e distrutto dalle pale meccaniche della E.ON, società che sta svolgendo i lavori di costruzione dell”impianto eolico  a Montagna Fasana  nel comune di Morcone (BN).
Questa è la nota con relative foto inviata alla Soprintendenza di Caserta.

                                       Fronte Sannita per la Difesa della Montagna
 Costituita ai sensi dell'art. 18 della Costituzione della Repubblica Italiana
                       c/o Vico Santa Chiara, 3 – 82032 Cerreto Sannita
                                  e- mail : fronte.sannita@gmail.com

Spett.le Soprintendenza Archeologica,
Belle Arti e Paesaggio
Per le Province di Benevento e Caserta
Viale Douet (Reggia), 2/a
81100 Caserta
sabap-ce@beniculturali.it

Oggetto: Segnalazione.

Premesso:

  • che nel territorio di Morcone, in località Tre Cantoni – Montagna Fasana si stanno eseguendo lavori per la costruzione di un impianto eolico su un’areale di alcuni centinaia di ettari di boschi e pascoli di cui molti gravati da usi civici;

  • che le piste di collegamento dello stesso impianto sono costruite rasenti i confini dei comuni di Cerreto Sannita e Pietraroja;

  • che detti confini non sono solo confini comunali ma rappresentano, anche, i confini di tre feudi medievali di Terra di Lavoro- Campania Felix, Contado del Molise e Principato Ultra ed è probabile che detti luoghi siano stati utilizzate come “dogane” tra stati e precisamente in località “Stadera” e “Ripa Male Portelle”

  • Che detti confini erano stati scolpiti su pietre native ancora esistenti e da me segnati con vernice rossa per renderli visibili di cui ho individuato anche le coordinate per riportarle precisamente in mappa;

  • che detti “cippi” di confini di feudi non sono stati mai rilevati o menzionati sulle relazioni archeologiche a corredo del progetto dell’impianto della Dotto Morcone s.r.l.;

  • che, letto il progetto, molti di quei “cippi di confine” scolpiti su pietre native, a causa della loto posizione, potrebbero essere estrirpati o danneggiati nel corso dei lavori;

tutto ciò premesso

si chiede a codesta Soprintendenza di voler opportunamente intervenire affinché questi antichissimi ed importantissimi reperti archeologici siano opportunamente tutelati e che l’impianto eolico e le relative piste rispettino le distanze minime previste dai reperti archeologici.
Si resta a disposizione di Codesta Soprintendenza anche per eventuali sopralluoghi.

Cerreto Sannita, 16 gennaio 2018

                                                                       Fronte Sannita per la Difesa della Montagna
il presidente
Giuseppe Fappiano

 

Stralcio della mappa del 1770 relativa ai confini tra Terra di Lavoro- Principato Ulteriore e Contado del Molise (nel cerchio rosso “I Tre Confini” ora Ripa Maleportelle)

I Tre Confini – Ripa Maleportelle (Punto 1 della mappa)

Cippo n° 2
La Stadera

Cippo n° 4 (lato est)

Cippo n° 4 (lato Ovest)

Cippo n° 5

Cippo n° 6

Cippo n° 7

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Lei si che è un bel….. Volpino!

volpino2

Vi ho mai parlato della “Associazione Nazionale del Volpino?”
Ahhhhhh no?
Eppure è molto famosa poiché tra i suoi iscritti troviamo un bel po di sanniti, tra cui anche alcune amministrazioni comunali dell’alto Sannio beneventano!

Ebbene si, queste, piuttosto che ricercare soluzioni che potessero tutelare aree protette come aree SIC designate ZSC, *Habitat Prioritari e pascoli permanenti tutelati dalla Comunità Europea,  valorizzare il territorio, la storia, le tradizioni locali, intorno alle quali creare attenzione, lavoro, turismo, hanno deciso, inopinatamente, di aprire le porte all’industria dell’eolico, con tutte le conseguenze negative in termini di impatto ambientale, pensando così di poter risolvere tutti i problemi legati ai bilanci comunali in disavanzo e, perché no, tentare di offuscare incapacità politiche ed amministrative, passate e presenti!

Ci facciamo un bell’impianto eolico, le “pale girano” e noi facciamo soldi e mettiamo a posto i conti.

L’esempio su tutti, giusto per spiegare come “funziona e friziona” il sistema lo facciamo sul costruendo (ma ancora per poco) impianto eolico di Morcone.

Dicono le delibere: “216.000 euro all’anno di affitto per 18 pale più il 3% (poi scesi a 2,50%) del ricavato della vendita di 165GWh della produzione teorica (chissà perché la Dotto nella relazione parla di 165 poi si conviene in convenzione per 125GW/h). Comunque, teniamo per buoni questi dati e cominciamo a vedere come sono “volpine” queste amministrazioni.

Esempio: per l’affitto il comune percepisce 216.000 euro all’anno per pale installate su piazzole della misura di 25×25 (625 mq. x18=11.250 mq.). Quindi ha concesso in affitto la terra per l’istallazione delle pale a circa 19,20 euro a metro quadrato.

Bell’affare direte!

E no, dico io (e la Dotto si sfrega le mani! …….gli ho fatti fessi a sti “volpini!”).

Quì mancano le parti più sostanziose. Nel turbinio di soldi che giravano e girano dappertutto intorno a ste faccende, il comune si è scordato che oltre a quell’ettaro o poco più su cui prenderebbe 19,20 euro a mq. all’anno per le piazzole, ha ceduto, AGGRATIS, ben altri 200.200 (duecentomiladuecento) metri quadrati di demanio e di terre gravate da usi civici per la costruzione di piste di collegamento.

Dal che, se l’aritmetica non è un’opinione, mq. 200.200 + mq. 11.250 fanno al bellezza di 211.450 mq. che, diviso sempre per i noti 216.000 euro,  fanno all’anno 0,978995185 a mq.

E se svegliamo gli aministratori dall’ormonal torpore gli narriamo anche  della strada comunale (Pontelandolfo/Morcone) dove, per allargarla, la Dotto Morcone sta effettuando centinaia di espropri ed allora la faccenda s’ingarbuglia ancora di più!
La cosa bizzarra è che la strada è comunale ma le aree espropriate sono già accatastate alla Dotto Morcone ragion per cui la strada è si comunale ma dei soliti e “storici” 2 metri di larghezza (facendosi sventrare e cancellare l’antico tratturo compreso gli storici e tutelati archeologicamente  muretti a secco), mentre il resto è della Dotto Morcone.
Come credete che finirà tra 30 anni quando la Dotto (E.ON) dismetterà l’impianto?

Il comune sarà costretto a ricomprarsi  “le rive gauche e le rive droite” della strada poiché sarà proprietaria del solo “centro”.

Un’affarone!!!!!

Si vabbè, diranno loro, “ripariamo” con le compensazioni ambientali.

Non faremo più pagare la mensa ai bambini, compreremo nuovi scuola bus elettrici caricati con la presa elettrica collegata direttamente dalle pale.
Spargeremo catrame fonoassorbente sulla strada per Montagna Fasana così i passerotti possono fare l’amore e riprodursi senza essere disturbati da quel caotico e rumoroso traffico che c’è sulla montagna di Morcone!
(ma questi veramente credono di poter usare quei soldi come gli pare e piace? Leggere prego DM 10/9/2010 allegato 2 ……. le royalty sono vietate dalla legge!)

E giustamente, sempre come diceva il mitico Totò :” è la somma che fa il totale!”

E allora facciamola questa…somma totale!

Il comune incasserà 0,97899518 a mq., e se gli va bene, al massimo raddoppia quella con qualche obolo corrisposto dalla società ma siamo sempre a livello di “bruscolini”.

I soldi veri, quelle a tonnellate di bigliettoni di colore verde (quelli si green  altro che energia verde) se li beccherà la Dotto Morcone o la tedesca E.ON che dir si voglia.

E gli facciamo anche a loro il conto in tasca.

Dalla loro “proiezioni di produzione” (molto opinabili per la verità) risulta che l’impianto produrrà, così come da loro dichiarato, di 165 GWh.

Quindi i dati di calcolo da tenere a mente sono i seguenti:

-Produzione annua di elettricità: 165 GWh
-Vendita energia al GSE al prezzo medio di €. 65,80 a MWh (prezzo mercato previsto dal GSE Gennaio 2018)

Da precisare che la Dotto Morcone ha partecipato alla gara degli incentivi aggiudicandosela con un ribasso del 40%

Secondo l’algoritmo che si sono inventati tra Governo italiano e GSE per la concessioen degli incentivi risulta che l’incentivo corrispondibile a titolo di Certificato Verde per i prossimi 15 anni è di €. 53,4456

Quindi la società eolica guadagnerà sulla terra messa a disposizione dal Comune di Morcone per ogni anno i seguenti milioni di euro:

Per energia prodotta: 165.000 MWh x €. 65,8000 = €. 10.857.000,00
Per incentivi …………..:  165.000 MWh x €. 53,4456 = €.   8.818.524,00
                                                                               Totale   €. 19.675.524,00

Ma non finisce qui.

La legge sulla riduzione delle emissioni di CO2 impone ai produttori da fossile di certificare, ogni anno, in relazione alla produzione da fossile una produzione pari al 7% proveniente da rinnovabili.

E qui entra in gioco il mercato dei certificati verdi.

In pratica i produttori di energia elettrica da fonte rinnovabile oltre all’incentivo suddetto ricevono anche un “certificato” vero e proprio per ogni MW prodotto e corrisposto alla rete.

Quel “certificato” non è una bella medaglietta da mettersi al petto ma è un “buono” vendibile alle suddette società di produzione da fossile che sono costrette a comprarli se vogliono produrre più energia.

Siccome parliamo di quantità “percentuali” più certificati verdi riesce a reperire sul mercato “quell’inquinatore da fossile” più può produrre da fossile.

Paradossalmente l’energia rinnovabile permette ai produttori da fossile di poter inquinare di più.

Svelato testè il “settimo segreto” del…… neoliberismo!

I certificati verdi hanno un mercato e vengono contrattati alla stregua dei titoli di borsa che possono essere scambiati anche più volte tra privati o collocato sulla Borsa dell’energia.

Quindi ci sono delle società mediatrici di “Trading” che contrattano i Certificati Verdi messi sul mercato e che i produttori da fossile comprano.

La borsa valuta mediamente un Certificato Verde intorno agli 80 euro.

Quindi 165.000 MWh fruttano annualmente al produttore:
€. 65,80+53,4456+80,00= 199,2456 *165.000 MWh= € 32.875.524,00

Quindi ai comuni nemmeno gli “spiccioli” dal che, iscrizione d’ufficio alla “Associazione Nazionale del Volpino!”

Tanto per spiegare ai posteri di cosa stiamo parlando!

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Gite…… d-istruttive !

Nelle scuole primarie e dell’obbligo sono in atto una serie di iniziative tese ad un “indrottinamento” voluto dalle lobby dell’eolico affinchè si inculcasse ai bambini l’idea che l’eolico è un’energia pulita e che salva l’ambiente.

L’ANEV sta spendeno molto, sia a livello economico che politico, in questa campagna di disinformazione atta solo ed esclusivamente a “normalizzare”, iniziando dai bambini, il pensiero comune ed acquisire consensi, anche futuri, per una tecnologia energetica devastante sotto il profilo ambientale quanto inutile di una tecnologia di generazione di energia rinnovabile. Diecimila pale eoliche installate in Italia, che hanno devastato aree preziose dell’Italia meridionale, producono poco più dell’1, 8% del fabbisogno energetico italiano.

Ma si sa che l’eolico è tra le tecnologie di produzione di energia elettrica tra le più remunerative in termini di incentivi statali. Non è un caso se multinazionali straniere continuano a venire in Italia ad investire visto che la Spagna, la Francia, la Germania, addirittura anche gli Stati Uniti, concedono incentivi molto inferiori (ed in alcuni casi anche eliminati), di quelli italiani. Una “colonizzazione eolica”, anche culturale, senza precedenti a cui sono in pochi ad opporsi visto che la lobby dell’eolico ha radicato i suoi interessi in tutti i settori che vanno dalle associazioni “ambientaliste” con cui ha sottoscritto un Protocollo d’Intesa per la diffusione dell’eolico come Legambiente, WWF e Greenpeace, a sindacati come la UIL ed una miriade di altre società, associazioni operanti in Italia e radicate sul territorio. Per verificare ciò basta collegarsi sul sito dell’ANEV e scaricare la brochure 2016!

Anche il Ministero dell’Istruzione entra in campo ed attraverso le scuole, di ogni ordine e grado,  stimola progetti ed iniziative finalizzate “all’indrottinamento eolico” di scolari e studenti senza che questi possano avere un adeguato contraddittorio.

Informandosi un attimo si riesca facilmente a raccogliere notizie circa le “gite di istruzione” organizzate da dirigenti scolastici per portare i bambini a visitare “parchi eolici” e, magari, anche con il pranzo pagato, a differenza di quando vanno a fare gite di istruzione in siti archeologici in cui si impone il “pranzo a sacco”. Ed ecco dove, magari, cominciano i dubbi ed i sospetti che ci siano finanziatori alle scuole (in atavica carenza di fondi) più o meno occulti che stimolano queste “gite” d’istruzione” che in realtà sono “gite di distruzione”.

Nessuno spiegherà ai bambini che una pala eolica ha fondazioni in cemento armato profonde 30 metri che inquinano le falde acquifere, che devastano pascoli e boschi, che generano campi elettromagnetici e onde a bassa frequenza che creano danni immensi all’habitat naturale, agli animali, sia selvatici che domestici, agli uccelli ecc… . Nessuno spiegherà loro che trasformare un habitat naturale significa creare i presupposti per desertificare immense aree e far abbandonare dalle popolazioni le campagne ed i paesi. Nessuno spiegherà loro che una pala eolica produce pochissima energia elettrica ma immensi guadagni per industriali e speculatori.

Io propongo ai dirigenti scolastici di organizzare escursioni sui territori vicinissimi a noi, in aree dove sono previsti impianti eolici, per far osservare ai bambini le evoluzioni delle poiane che non potrebbero vedere mai più; campi di orchidee, giacinto del poeta, campi di margherite e di crochi che potrebbero non vedere mai più; piante officinali ed aromatiche come timo, santoreggia, origano, maggiorana che potrebbero non vedere mai più ed il tutto sostituito da cemento e macchine di acciaio alte 150 metri che non genera energia elettrica ma solo guadagni per gli industriali dell’energia.
E questo ai bambini, per onestà intellettuale, glie lo si deve dire!

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Laudato Sì



Sua Santità Francesco
Casa Santa Marta
00120 Città del Vaticano

Caro Francesco,

voglio iniziare questa lettera con le parole di Francesco d’Assisi e che tu riporti nella tua enciclica: «Laudato si’, mi’ Signore, per sora nostra matre Terra, la quale ne sustenta et governa, et produce diversi fructi con coloriti flori et herba»imageslupus

E voglio riportare anche il tuo “appello” poiché è l’essenza stessa della vita e per la continuazione della vita su questa bellissima e maledetta Terra:”La sfida urgente di proteggere la nostra casa comune comprende la preoccupazione di unire tutta la famiglia umana nella ricerca di uno sviluppo sostenibile e integrale, poiché sappiamo che le cose possono cambiare. Il Creatore non ci abbandona, non fa mai marcia indietro nel suo progetto di amore, non si pente di averci creato. L’umanità ha ancora la capacità di collaborare per costruire la nostra casa comune. Desidero esprimere riconoscenza, incoraggiare e ringraziare tutti coloro che, nei più svariati settori dell’attività umana, stanno lavorando per garantire la protezione della casa che condividiamo. Meritano una gratitudine speciale quanti lottano con vigore per risolvere le drammatiche conseguenze del degrado ambientale nella vita dei più poveri del mondo. I giovani esigono da noi un cambiamento. Essi si domandano com’è possibile che si pretenda di costruire un futuro migliore senza pensare alla crisi ambientale e alle sofferenze degli esclusi.

Io sono un montanaro. Un uomo che ha vissuto e vive in un piccolo paesino sperduto del profondo sud. Vissuto con gli insegnamenti del padre che gli ha sempre indicato che la natura è vita e che per questo bisogna rispettarla, custodirla e difenderla. Madre di energie buone che permettono la vita degli animali, delle piante e degli uomini. Ed è questo che mi ha sempre spinto a difendere la natura e quella montagna, senza la quale non ci sarebbe vita, dove scelse di vivere il popolo di cui faccio parte.
Io sono un Sannita, abito le terre del Matese che furono dei Sanniti Pentri. Popolo orgoglioso e mite, ma mai sottomesso, dedito all’agricoltura ed alla transumanza. Curava e cura la terra e la rispettando non pretendendo di più d quello che può dare ; l’acqua, i pascoli, i boschi, i raccolti. Sono oramai 14 anni che combatto, insieme ad altri, una lunga guerra contro poteri economici e politici incapaci che hanno come unico scopo immensi guadagni da una parte interesse personale o clientelare dall’altro.
Combattiamo una guerra contro chi questa terra, che è la mia vita stessa, vuole trasformare in fabbrica di energia elettrica con pale eoliche, distese immense di impianti fotovoltaici industriali, trivellazioni petrolifere.
Trasformare “nostra matre Terra” in una immensa centrale di produzione elettrica e di idrocarburi.
Questo vuol dire milioni e milioni di cemento armato infilzato nel terreno ad oltre 30 metri di profondità (tanto sono profonde le fondazioni di una pala eolica) inquinando le falde acquifere inaridendo una “Cattedrale dell’acqua” più importante d’Italia. Questo vuol dire macchine di oltre 200 tonnellate di acciaio alte 150 metri superando di oltre 20 metri la cupola di San Pietro.
Questo vuol dire un consumo di suolo di centinaia di migliaia di ettari di pascoli permanenti, boschi e terre coltivate. Questo vuol dire interferenze elettromagnetiche e a bassa frequenza che gli animali rifuggono poiché fastidiose e dannose alla lor salute. Questo vuol dire migliaia di uccelli e pipistrelli falcidiati dalla pale eoliche.
Ma questo vuol anche dire speculazione. Mera speculazione economica che arricchisce le multinazionali dell’energia e impoverisce in modo irreversibile i territori ed i suoi abitanti.
Non è un caso se uno studio de “Il sole 24 ore” ha individuato nella valle del Fortore in provincia di Benevento, la mia provincia, l’area più povera d’Italia. In Val Fortore dagli anni ’90 in poi, sono state installate più di 500 pale eoliche. Saturato il territorio del Val Fortore, hanno iniziato una nuova colonizzazione della Valle del Tammaro e dei Monti del Matese.

Noi non siamo d’accordo!

Noi vogliamo continuare a vivere su queste terre dove hanno vissuto i nostri antenati.
Vivere qui dediti alle attività secolari che ci hanno permesso di vivere dignitosamente in perfetto equilibrio con al natura con i tempi lenti recuperando la lentezza dei tempi naturali ed umani. Abbiamo sorgenti di acqua cristallina, pascoli immensi popolati da mandrie allo stato brado di mucche, pecore, capre, cavalli. Abbiamo orchidee selvatiche, crochi, il narciso del poeta ed il garofano del poeta. Il timo, l’origano,la santoreggia, la maggiorana ecc…. Abbiamo l’Aquila Reale il lupo, la volpe, il tasso, la lontra. Animali selvatici che spesso incontriamo camminando le nostre montagne. Ed abbiamo tanto amore e rispetto per tutto questo.
Noi non siamo disposti ad accettare la trasformazione delle nostre terre in fabbriche per la produzione di corrente elettrica.
Non lo vogliamo e per questo combattiamo.
Io non sono un credente ma ho sempre seguito gli insegnamenti sia di Francesco d’Assisi che di Gesù che, ritengo, essere l’uomo che più rappresenta la mia idea di “società collettiva e rispetto per le cose della natura”
Ed allora puoi chiedermi perchè mi rivolgo a te, cosa voglio.
Io sono il portavoce del Fronte Sannita per la Difesa della Montagna e rappresento una moltitudine di persone e associazioni che da anni si battono contro l’eolico selvaggio.
Mi rivolgo a te perchè tu hai preso le parole di Francesco d’Assisi, l’essenza del suo pensiero, e lo hai condiviso, arricchito e trasportato nella quotidianità della vita contemporanea.
Pensiero che condivido in pieno però, d’altra parte, vorrei che il tuo “Laudato sì” non rimanga solo un’Enciclica scritta sulla carta ma che diventi “Il Manifesto” di pratica quotidiana per difendere la terra, la Nostra Casa, da qualsiasi violenza e speculazione per mantenere quell’equilibrio ancestrale che ci ha permesso nel rendere nel concreto le tue parole.
Un capo di una Tribù dei Nativi Americani parlando di Madre Terra ebbe a dire:”Non ereditiamo la terra dai nostri avi; la prendiamo a prestito dai nostri figli. Nostro è il dovere di restituirgliela.”
Questo è ciò che io penso ed è ciò per cui il combatto.
So che sie una persona di azioni spesso “rivoluzionarie” e che hai iniziato un percorso di una chiesa nuova trasformandola in una vera casa dei popoli aperto ad ogni popolo.
Ed allora, ti chiedo di stare al fianco del popolo dei Sanniti ed a sostenere e supportare la nostra battaglia che è anche la tua nel rispetto del tuo pensiero ed in quello di Francesco d’Assisi.
Una tua parola, un tuo interessamento ed un tuo impegno concreto al nostro fianco darebbe concretezza al tuo “Laudato Sì”.
Sarebbe per me un piacere immenso se volessi venire a visitare le nostre montagne e godere di una bellezza inimmaginabile, bere da una sorgente d’acqua cristallina, mangiare pane e formaggio offerto dai pastori.
Nell’attesa di un tuo cenno, ti saluto con rispetto e stima.
Cerreto Sannita, 25 ottobre 2016
Pinuccio Fappiano

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S…bullonato!

Credevo che la fine del ventennio berlusconiano avesse sancito il definitrenzi_pdivo tramonto della politica fatta da venditori di fumo per garantire interessi privati.
Mi sbagliavo. Un altro spettro si stava costruendo nel frattempo nella Firenze di Dante ed era il “renzismo”.
L’attuale presidente del consiglio è riuscito a imparare la tecnica berlusconiana migliorandola, affinandola e portandola a livelli eccelsi. Dpo il bluff degli “80 euro” di cui solo dopo due anni se ne è capita la reale valenza, in prossimità di queste nuove ultime elezioni amministrative, se ne viene fuori con un altro legge “bluff” per il cittadino utente: eliminazione dell’IMU.
Cioè l’abolizione dell’Imposta Municipale Unica.
Quella, per intenderci, che si paga sulle case, sugli immobili in genere ecc….
Poca cosa è per il cittadino normale possessore di una casa che essendo l’unica è già esentata alla fonte.
Quindi chi se ne avvantaggia in modo cospicuo è il possessore di più immobili, possessori di ville, palazzi, grandi proprietari di immobili, latifondisti ecc….. Cioè i già ricchi.
Credete veramente che si diventa “Presidente del Consiglio” perchè lo ha deciso il popolo?
No, a quel posto ci vieni messo se garantisci gli interessi delle banche, degli industriali, delle lobby ecc….!
Quindi i gia ricchi si vedono arrivare il giusto “riconoscimento”: eliminare l’IMU anche sugli “imbullonati”.05_TurbinaAsseOrizzontale
Gli “imbullonati” sono tutti quegli immobili, macchine industriali, capannoni industriali che pur essendo classificati nella categoria catastale “D – Opifici” , cioè strutture e macchine atte alla produzione industriale, non fissati a terra ma appunto “imbullonati” cioè che possono essere smontati dalla propria base ed installati altrove. Tra queste categorie spiccano le pale eoliche, le turbine idroelettriche, le piattaforme petrolifere, i macchinari per estrazione di gas ed idrocarburi, impianti fotovoltaici ed i capannoni industriali.
Ed è inevitabile che questo “regalo” del governo specialmente agli speculatori dell’eolico non può che stimolarli a devatare ancora di più i territori più di quanto hanno già fatto!

Questi immobili e macchine non pagheranno più l’IMU ai comuni che vedranno ridotte le proprie entrate in modo consistente.
Dalle stime economiche sviluppate da “Il Sole 24 Ore” risulta che dal 2016 le turbine, le pale eoliche e i pannelli fotovoltaici delle centrali elettriche oltre a macchinari, carroponti, gru, robot e forni nelle industrie manifatturiere, e gli altiforni in quelle siderurgiche non pagheranno più ai comuni IMU e TASI.
E’ stata stimata una riduzione di entrate da parte dei comuni per 770 milioni di euro.
Il che si traduce in riduzione di servizi e più carico fiscale per servizi ed inevitabile aumento delle tariffe.
Il governo per “risarcire” queste mancate entrate comunali ha previsto un “risarcimento” di 156 milioni di euro che graveranno sulla fiscalità generale dello stato.
In parole povere i 156 milioni di euro saranno prelevati dalle tasche dei cittadini aumentando l’aggravio fiscale già prodotto con l’eliminazione dell’IMU agli imbullonati.
All’apparenza sembrerebbe una riduzione di tasse, ed in effetti lo è se non che il vantaggio economico sarà tutto a favore degli industriali mentre il danno economico graverà integralmente sulle spalle dei cittadini.
Così il governo Renzi, tenendo fede alla sua fama di Robin Hood a rovescio, ruba ai poveri per dare ai già ricchi soddisfacendo ad una richiesta di Confindustria mettendo le mani nelle tasche dei cittadini da cui preleverà i 926 milioni di euro occorrenti per questa operazione detta “delle tre carte”. E nella sua follia politica il 16 giugno ha mobilitato tutto il partito a livello nazionale organizzando il “No Tax day” dove ha spiegato “a modo suo” una riduzione di tasse inesistente.
Questa operazione è un’operazione estremamente trasversale, infatti la proposta di legge di eliminarel’IMU sugli “imbullonati” era stata presentata già a settembre 2015 dalla deputata del Movimento 5 Stelle On. Carla Ruocco, prima firmataria di una mozione alla Leggcarla-ruoccoe di stabilità 2016 con la quale afferma “l’IMU sugli imbullonati rappresenta una vera epropria patrimoniale sugli impianti, appesantisce una pressione fiscale già insostenibile e colpisce soprattutto chi, nonostante il periodo di crisi, ha investito negli ultimi anni”. L’imposta produce poi effetti distorsivi sulla concorrenza e viola i criteri stabiliti dalla Costituzione e dallo Statuto del contribuente sulla chiarezza e trasparenza delle disposizioni del sistema tributario.

Ed allora si cominciano a capire quali siano gli “interessi trasversali” di governo e opposizioni per garantire a banche, a grandi, medie e piccole imprese senza le quali una certa politica non si sarebbe mai potuta affermare.

 

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