Cerreto Sannita : “Eolico, chi si indigna e chi…. si frega le mani”

L’immagine è una ricostruzione virtuale fatta nel 2016

C’è uno spettro che si aggira per le strade di Cerreto Sannita, ed è lo spettro dell’eolico.
Non sono bastati 15 anni di lotte all’eolico per far prendere coscienza ad un popolo dei danni che l’eolico genera e che non sono di carattere meramente ambientale ma anche sanitario e sociale.
E’ stato necessario che alle spalle del “Monumento sacro della Leonessa” si materializzassero quattro pale eoliche.
Ma forse è la punizione che ci meritiamo, me compreso, perché questo “folle” non è stato capace di far guardare la gente più in là del proprio naso.
I “folli” devono essere ascoltati qualche volta!
E così c’è chi, con quella corona di pale, ha sentito violato la propria identità e la propria storia e chi, credendo di fare un affare, si frega le mani!
Le mani per “l’affare concluso” lo hanno fatto gli altri e non chi ha preso qualche spicciolo!
Il problema grosso degli eolici, disposti a pagare anche più del dovuto, è quello di far sottoscrivere l’accordo contenente la postilla: “di non aver più nulla a pretendere e di sollevare la ditta da ogni responsabilità per danni procurati presenti o futuri” (più o meno questa è la dicitura ed il senso).
Se i proprietari non avessero firmato e fatto opposizione avrebbero sicuramente tirato su molti più soldi invece si sono accontentati dei bruscolini.
E le ditte per evitare opposizioni sono andati “casa, casa”, accompagnate dal solito indigeno del luogo (anch’egli adeguatamente remunerato) a sottoscrivere accordi privati dove l’indennità poteva passare dai 2,50 euro ai 7-8 euro a metro quadrato (questo è quello che è successo in altri comuni).
Altro discorso è per i proprietari che hanno visto installata la macchina eolica sul proprio terreno. Per portare dei parametri comparativi, sull’impianto di Circello per una macchina sul proprio terreno la ditta riconosceva per 25 anni un’indennità oscillante tra i 7.000 e 9.000 euro all’anno (ovviamente soggetta alle tassazioni di legge e da inserire nella dichiarazione dei redditi etc…etc..). In altre occasioni, e parlo per esperienza personale, a qualche proprietario che si era opposto la ditta ha offerto “sull’unghia” la somma di €. 300.000 in unica soluzione ma che è stata rifiutata dal proprietario che non voleva la macchina eolica installata sulla sua proprietà.
A Morcone il comune, per ogni pala installata sugli usi civici o sul demanio, è stata riconosciuta una indennità pari a 12.000 euro l’anno.
Ma quanto frutta una pala ogni anno secondo la produzione dichiarata (126,8Gwh) dalla ditta ?
Bhè, tra vendita dell’energia alla rete elettrica, incentivi e vendita dei Certificati Verdi ai produttori da fossile una pala in media ha un ricavo di oltre 1.630.000 euro l’anno.
Questa è la situazione spiega molto semplicemente senza andare troppo nei tecnicismi.
E veniamo a noi.
L’area di intervento per la costruzione dell’impianto eolico di San Lupo e di Morcone incidono tutti sul sito “Zona Speciale di Conservazione”, codice IT80200009 “Pendici Meridionali del Monte Mutria”, protetto dalla Comunità Europea di Rete Natura 2000.
Nel 2015 il Fronte Sannita per la Difesa della Montagna, al fine di far applicare il D.M. del Ministero dello Sviluppo Economico del 10/09/2010, propose al Consigliere Regionale Carlo Iannace, di presentare un emendamento alla legge finanziaria del 2016 per l’individuazione dei siti non idonei per il corretto inserimento degli impianti eolici sui territori della Campania.
L’emendamento fu approvato ed insieme fu approvata la moratoria per il blocco per sei mesi del rilascio di nuove autorizzazioni.
I Siti non idonei furono individuati con le delibere 532 e 533 del 4 ottobre 2016.
Tra le altre cose fu disposto che i siti SIC, ZSC, ZPS di rete Natura 2000 rientravano nei “siti non idonei”.
Ovviamente la Regione Campania per evitare eventuali richieste di risarcimenti danni da parte delle società già in possesso dell’Autorizzazione Unica ha permesso la costruzione degli impianti fino a fine ciclo di validità dell’autorizzazione (25 anni).
Dopo tale periodo gli impianti dovranno essere smantellati e ripristinare totalmente lo stato dei luoghi originali.
Quindi gli impianti di San Lupo, Morcone e Morcone/Pontelandolfo di Circello ecc…. ricadenti in aree ZSC, SIC, ZPS ecc…, a fine ciclo, e cioè tra 25 anni, dovranno essere smantellati e non più ricostruiti.
Perchè S.R.L.?
E’ necessario sapere che tutte le multinazionali dell’energia rinnovabile, specialmente quelle eoliche, non presentano mai progetti direttamente ma costituiscono delle microscopiche società S.R.L. con capitale sociale fino a 15.000,00 euro.
Questo perché, secondo la legge italiana, una S.R.L. in caso di danni procurati risponde fino all’importo del capitale sociale. Così le multinazionali si coprono le spalle per evitare richieste di corposi risarcimenti in presenza di danni procurati di qualsiasi natura.
Cosa succederà tra 25 anni?
Tra 25 anni le società SRL concessionarie non potranno più rinnovare gli impianti per prolungare gli incentivi per ulteriori 15 anni ma dovrebbero (il condizionale è d’obbligo) farsi carico di smontare le macchine eoliche, smaltirle in modo differenziato e ripristinare lo stato dei luoghi eliminando fino ad un metro dal piano di campagna le fondazioni di cemento armato e ricoprire il tutto con terreno autoctono al fine di ripristinare i pascoli ed i boschi. Oggi smontare una pala e smaltira costa oltre 150.000 euro.
Come già successo in passato le società non avendo più interesse a rigenerare l’impianto in quanto ricadente in siti non idonei, qualche mese prima della scadenza della concessione hanno dichiarato fallimento e chi si è visto si è visto.
C’è il rischio reali che lo smaltimento ed il ripristino dei luoghi ricadano sui proprietari rientrati in possesso dei terreni costretti a spendere tutti i “guadagni” di 25 anni.
p.s. sulle “fidejussioni” stendiamo un velo pietoso!
…. e chesct’è!

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Costituzione italiana – Articolo 9. La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica [cfr. artt. 33, 34]. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.

Questa è la nostra richiesta inviata ai comuni di Cerreto Sannita  e Pietraroja il 24 ottobre 2016.
Abbiamo tentato, per quanto possibile di responsabilizzare e coinvolgere le amministrazioni comunali le quali  non hanno voluto, a questo punto,  intenzionalmente difendere un bene collettivo contro interessi economici privati.
Il loro silenzio è equivalso alla loro complicità nella distruzione del paesaggistico, del patrimonio storico, artistico e culturale.
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Accattonaggi eolici…

Con delibera n° 181 del 23/10/2018 “stranamente” pubblicata all’albo pretorio solo il 14/02/2019 (centoquindici giorni dopo l’adozione), si approva una non bene precisata ”scrittura privata” con la società “Eolica San Lupo s.r.l.” di Rovereto (provincia di Trento), con la quale si autorizza l’attraversamento delle strade vicinali di Cerreto Sannita dei mezzi super-articolati della ditta eolica impegnata alla costruzione di un impianto eolico industriale ai confini di Cerreto Sannita in comune di San Lupo.
Per questa disponibilità la società eolica si è impegnata a corrispondere al comune di Cerreto Sannita un risarcimento per “compensazioni ambientali” pari a 80.000 euro.
E’ noto che l’attività di costruzione e di funzionamento di un impianto eolico genera un’infinità di gravissimi danni.
Per questo motivo la società Eolica San Lupo s.r.l., costretta ad attraversare il territorio di Cerreto Sannita, propone all’amministrazione la sottoscrizione sulla suddetta “scrittura privata” con cui, a fronte dei preventivati e sicuri danni, propone un risarcimento economico per “danni ambientali” ma richiede:
“ l’autorizzazione al transito in deroga alle limitazioni di massa limite complessiva a pieno carico sulle strade vicinali denominate “Serre Monte Coppe, Monte Coppe, strada vicinale Sant’Angelo n. 1”
Quindi, attenzione perché questo passaggio è importantissimo:”si richiede una deroga alle limitazioni di massa limite complessiva a pieno carico”.
Quindi, per esempio, si autorizza il passaggio del ponte sul Cappuccini o su canali di scolo che attraversano le strade, tombini ecc… possono essere sollecitati oltre il massimo consentito.
Nella “ scrittura privata” però, non si fa menzione delle strade del centro storico del paese.
E non poteva essere altrimenti poiché per questo tipo di lavori e per le dimensioni e l’abnorme tonnellaggio degli automezzi e del loro carico, è vietato l’attraversamento sistemico delle aree urbane.
Infatti i progetti eolici devono prevedere precisamente i tipi di mezzi, la sommatoria dei chilometri percorsi da tutti i mezzi ed il consumo del carburante per contabilizzare il tonnellaggio di CO2 emesso in atmosfera.
Il comune di Cerreto Sannita non era coinvolto nel progetto altrimenti la Regione Campania era obbligata a convocare, in conferenza di Servizio dove il comune avrebbe dovuto esprimere il proprio parere ed in quella sede chiedere le eventuali compensazioni ambientali.
Invece l’Eolica San Lupo s.r.l. vista l’impossibilità e le difficoltà incontrate nell’utilizzare il percorso previsto nel progetto approvato (utilizzo della Strada Provinciale 182- ex SS 87- tra San Lupo e Pontelandolfo all’altezza dell’edicola votiva) ha per chiedere l’attraversamento del territorio di Cerreto Sannita e del suo Centro Storico corrispondendo all’amministrazione comunale di Cerreto Sannita, prostrata e col cappello in mano,  un “obolo” che lo ha accettato pensando di aver fatto un affare con l’eolico.
Abbiamo sempre affermato che nel “mondo eolico” i principali danni non sono quelli visibili ma quelli invisibili. Ed in questo caso i danni maggiori, oltre a quelli certi ed evidenti al sistema strutturale, sono quelli invisibili. Quelli cioè che provocano subdolamente danni alla natura ed alla salute ai cittadini senza averne una percezione diretta ed immediata.
L’esposizione a questo abnorme attraversamento del centro abitato di Cerreto Sannita da questi “ciclopi gommati” espone i cittadini a danni irreversibili sulla loro salute poiché le emissioni pericolose non si vedono ma si respirano e si accumulano subdolamente negli organismi fino a che questi non produrranno i loro malefici effetti.
Ci sembra che sia un’azione politicamente ed amministrativamente inconcepibile esporre i cittadini ad agenti inquinanti o derivanti dagli scarichi di questi mastodontici mezzi di cui gli effetti devastanti sulla salute umana sono noti accettando un’obolo di 80.000 euro senza fare un benché minimo ragionamento o, almeno informarsi, su queste ricadute.
Ci chiediamo:”Ma quanto vale la salute di un cittadino di Cerreto?”
Resta da chiarire alcune cose che ci sembrano alquanto importanti.
Cosa c’entrano con le “compensazioni ambientali” il contributo di 10.000 euro (già corrisposti) per sponsorizzare un evento di natura culturale?
Con quale delibera di Consiglio Comunale è stata approvata la variazione al bilancio e su quale capitolo sonno state iscritte le suddette somme?
Quale evento culturale è stato sponsorizzato e con quale delibera è stata autorizzata la spesa?
Su quali capitoli saranno iscritte le successive somme pari a 70.000 euro?

Per finire

Si precisa che le “compensazioni ambientali”, come recita perfettamente il D.M. 10/09/2010 non possono essere somme da iscrivere in bilancio come somme meramente patrimoniali o economiche ma sono somme ed opere che devono essere effettuate o commissionate alla stessa ditta che ha provocato i danni ambientali di cui il Comune ne chiede il ripristino.
Non sappiamo quanto sia legale approvare con una delibera di giunta, resa immediatamente eseguibile senza i poteri del consiglio, con la quale si ratifica una “scrittura privata” tra l’amministrazione comunale di Cerreto Sannita ed una ditta privata. Ed allora è necessario un chiarimento e chiedere preventivamente l’intervento del Prefetto e denunciare alla magistratura ed alla Corte dei Conti di appurare la liceità dell’atto.
Si resta in attesa di un sollecito riscontro.

Cerreto Sannita 22 febbraio 2019                                              Il Presidente: Giuseppe Fappiano

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Confini…. fluttuanti!

Finalmente dopo molto tempo siamo riusciti, attraverso Rocco Corvaglia, consigliere di minoranza nel consiglio comunale di Cerreto Sannita, ad entrare in possesso delle due perizie asseverate dei tecnici designati ai rilievi della Dotto Morcone s.r.l. e del comune di Cerreto Sannita.Tali perizie sono state commissionate a seguito della denuncia delle associazioni “Altrabenevento- Associazione per la città sostenibile contro il malaffare” ed il “Fronte Sannita per al Difesa della Montagna”.
     Analizzando le due perizie che, benché fossero perizie asseverate da tecnici qualificati, risultano estremamente differenti l’una dall’altra.
Non vogliamo entrare nel merito dei risultati dei rilievi, eventualmente sarà compito del magistrato, ma una cosa è certa: non raggiungendo lo stesso risultato una delle due perizie, oppure entrambe, sono sbagliate.
     Ma al di là degli opinabili risultati a cui sono giunti i due tecnici, tutti da verificare, l’unica cosa certa che si evince dalle due perizie è che noi avevamo ragione.
      Infatti le nostre denunce non di basavano solo sullo sconfinamento della costruzione della pista di collegamento tra le pale eoliche MR06 ed MR09 ma dell’occupazione abusiva di oltre 5.000 metri quadrati di pascoli permanenti gravati da usi civici del comune di di Cerreto Sannita.
     Risultato, questo, inconfutabile!
    Cosa che è stata accertata implicitamente proprio dai due tecnici poiché al di là della distanza della pista di collegamento dal confine (5,31 metri per la Dotto e 0,70 metri per il comune di Cerreto sannita) è accertato che i 5.000 metri di sconfinamento nel territorio di Cerreto sannita ci sono tutti.
E’ chiaro che questo ulteriore elemento ci mette nelle condizioni di inoltrare un ulteriore esposto, allegando le due perizie che accertano di fatto lo sconfinamento, dove chiederemo l’annullamento del DD 999/2014.
A fronte di una serie di violazioni di norme di legge, di regolamenti e di leggi Comunitarie la magistratura non può non procedere secondo la norma che impone l’annullamento della DD 999/2014 ed sequestrando l’intero impianto eolico.

Sul versante Morcone siamo ancora in attesa che il comune si pronunci sulla denuncia da noi consegnata al sindaco il 24 agosto 2018 relativa all’occupazione abusiva da parte della Dotto Morcone s.r.l. di una superficie superiore a quella concessa per la costruzione dell’impianto eolico in località Montagna Fasana.
Noi abbiamo provato, con documentazione e rilievi tipografici, che la società eolica ha occupato 17 ettari in più rispetto a quelli concessi con la Delibera di Consiglio Generale n° 17/2013.
Si tratta di un gravissimo danno ambientale poiché i 17 ettari in più occupati e non autorizzati alla società eolica sono pascoli permanenti gravati da usi civici, quindi non concessi alla società né svincolati dalla suddetta delibera.
     Ma ancor più grave è che quei 17 ettari occupati abusivamente sono in are S.I.C. con Habitat prioritari distrutti per sempre.

Il Presidente : Giuseppe Fappiano

Stato dei LuoghiFoto Tre Cantoni

 

P1050354_confini con legenda

Il disegno è indicativo tenendo presente le misurazioni effettuate depositate agli atti:
LEGGENDA
GIALLO : Confini con perizia asseverata Dotto Morcone s.r.l.
BLU        : Confini con perizia asseverata Comune do Cerreto Sannita
ROSSO  :  Confini accertati secondo la perizia delle Associazioni
Ciò che è inconfutabile è che entrambe le perizie asseverate (Dotto Morcone e comune di Cerreto sannita) accertano che c’è stato sconfinamento come si può evincere dal tratto rosso che segnala l’area di occupazione abusiva

 

 

 

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Impianto eolico Dotto Morcone: Sconfinamento territorio di Cerreto e l’amministrazione gongola!

Sulla questione dell’impianto eolico della Dotto Morcone non si finisce mai di trovare carte false e falsificate pur di realizzarlo. Sembra un pozzo senza fine eppure il progetto va avanti con le solite coperture a tutti i livelli che conosciamo benissimo.

Il 28 agosto 2018 avevamo trasmesso al comune di Cerreto Sannita una denuncia di abusivismo edilizio relativamente ai lavori di lavori di costruzione di un impianto eolico in località Tre Cantoni effettuati dalla ditta Dotto Morcone s.r.l. socio unico della E.ON Climate & Renewables Italia s.r.l.

Ci saremmo aspettati che immediatamente fossero adottati tutti gli atti di sequestro dell’area ed invece ciò non è avvenuto.

Solo a novembre, con delibera n. 191 del 6/11/2018, si conferiva incarico all’Ufficio Tecnico comunale di individuare un tecnico per asseverare i rilievi.

Con Determina n° 746 del 8/11/2018 viene dato incarico ad un tecnico per le verifiche di confini al fine di verificare la veridicità dell’elaborato presentato dalla ditta Dotto Morcone s.r.l. la quale asseriva che non c’era stato alcun sconfinamento presentando un elaborato grafico per giustificare ciò.

Con determinazione n° 857 del 13/12/2018 sono state liquidate le competenze al tecnico incaricato alla verifica dei confini.

Bastava chiedere a noi del Fronte Sannita per la Difesa della Montagna di fare un sopralluogo e spiegare all’Ufficio tecnico di Cerreto sannita quali fossero i reali confini di Cerreto Sannita.

Invece no, hanno voluto spendere inutilmente soldi per verificare l’ovvio.

Quindi ora le verifiche sono nelle mani dell’Ufficio Tecnico Comunale che può tranquillamente emettere eventuale ordinanza di sequestro dell’area.

Ma ciò ancora non è avvenuto.

Allo stato attuale, oggi 29 dicembre 2018, non è stato preso ancora alcun provvedimento ne a smentire ciò che noi abbiamo denunciato ne a confermare le denunce.

Fatto sta che da quel 28 di agosto su quella strada secondo noi costruita abusivamente nel territorio del comune di Cerreto Sannita, i mezzi la percorrono tranquillamente trasportando pezzi di aerogeneratori, cemento ecc..ecc…

Noi pensiamo che i ritardi al sequestro siano strumentali al fine di permettere alla Dotto Morcone s.r.l. di poter lavorare tranquillamente e di portare a termine i lavori senza essere disturbati.

Questo lo affermiamo perché le carte presentate dalla Dotto Morcone s.r.l. sono mappe opportunamente manipolate.

Manipolazione riscontrabili nel Progetto Esecutivo che differisce, e di molto, dal progetto approvato con DD 999/2014 dove il disegno del confine è stato abbassato di oltre 50 metri verso Cerreto Sannita al fine di far rientrare tutta la strada tutta nel territorio di Morcone (come si può verificare nell’elaborato del progetto esecutivo).

Non serviva asseverare nessuna documentazione poiché la verifica “ a occhio” della manipolazione dei confini tra il comune di Cerreto Sannita e Morcone era evidente come riportiamo nelle immagini che seguono.

Ora quello che resta da capire è perché il comune di Cerreto Sannita non è intervenuto immediatamente con il proprio Ufficio Tecnico Comunale a verificare i confini ed a sequestrare l’area?

Chi tutelerà i diritti dei cittadini naturali del luogo di Cerreto Sannita proprietari effettivi degli usi civici?

E chi si assumerà la responsabilità del danno provocato?

Da parte nostra chiederemo l’annullamento in autotutela della Regione Campania del DD 999/2014 poiché sono state violate una serie di leggi di cui bisognerà individuare i responsabili

Il Presidente
Giuseppe Fappiano

Tra le linee di confine di colore rosso e la linea gialla rappresenta tutto l’ingombro dell’impianto eolico sconfinato sul territorio di Cerreto Sannita Territorio formato da pascoli permanenti gravati da Usi Civici.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Foglio di mappa n° 8 di impianto del comune di Cerreto Sannita

 

Queste due immagini a confronto: il progetto autorizzato e progetto esecutivo.
Le differenze sono molto evidenti come è evidente la manipolazione del foglio di mappa n° 8 del comune di Cerreto Sannita.Infatti il progetto approvato riporta correttamente il foglio di mappa dove si evince anche lo sconfinamento nel comune di Cerreto Sannita.

Dal progetto esecutivo, invece, questo sconfinamento sparisce per evitare evidenti problemi anche di annullamento dell’autorizzazione. Per fare ciò è stato necessario modificare i segmenti mappali che segnano i confini tra il comune di Cerreto Sannita e Morcone facendo rientrare tutto il progetto nel comune di Morcone.
La manipolazione, alquanto approssimativa, si nota anche dal fatto che il colore delle linee di confine originali sono di color oliva mentre il colore delle linee modificate sono di color ciano.

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Cerreto Sannita-Morcone: Forti con i deboli e deboli con i forti.

Comunicato stampa del 13 ottobre 2018

Ai primi di Luglio, dopo oltre un mese e mezzo di sopralluoghi e raccolta di dati, sia tecnici che fotografici, le associazioni “Fronte Sannita per la difesa della Montagna” ed “Altrabenevento per la società sostenibile contro il malaffare” hanno consegnato al Comune di Morcone un esposto per l’occupazione abusiva da parte della società Dotto Morcone (del gruppo E.ON Climate&Renewables Italia srl) di una superficie di territorio superiore a quella concessa dal Consiglio Comunale e destinata alla costruzione dell’impianto eolico in località Montagna.

Infatti con la suddetta delibera di consiglio si concedevano alla E.ON C.&R. Italia srl Ha. 9.32.50 cioè l’intera area richiesta per la costruzione dell’intero dell’impianto.

Successivamente, a seguito di rilievi sull’ingombro totale dell’impianto, si è verificato che la superficie effettivamente occupata dalle opere è pari Ha. 23.17.35 occupando abusivamente Ha 13.84.85 come denunciato dalle associazioni al Comune di Morcone.

Si tratta, quindi, di un evidente abuso della Dotto Morcone s.r.l a seguito del quale il comune, -(previ accertamenti), avrebbe dovuto quanto meno far sospendere i lavori.

Il comune non ha preso in considerazione la denuncia ed infatti all’albo pretorio è stato pubblicato il certificato negativo per gli abusi edilizi per il mese di agosto 2018.

Per il mese di settembre, invece, sono state pubblicate due ordinanze di sequestro per abusi edilizi a carico di cittadini di Morcone.

Ora ci chiediamo per quale motivo il comune di Morcone non ha attivato, a seguito di specifica denuncia, tutte le procedure obbligatorie di sospensione dei lavori e denuncia all’autorità giudiziaria a carico della Dotto Morcone s.r.l mentre le stesse procedure a carico di semplici cittadini sono state immediatamente attivate.

L’abuso edilizio impone l’immediata attivazione di sequestro e denuncia alle autorità giudiziaria.

Vorremmo solo far notare che l’occupazione della Dotto Morcone s.r.l non è di poco conto poiché interessa Ha. 13.84.85 in più rispetto a quelli concessi.

Contestualmente un’altra grave occupazione abusiva da parte della Dotto Morcone s.r.l l’ha subita il territorio del comune di Cerreto Sannita.

E’ bene precisare che sul comune di Cerreto Sannita sono esistenti numerosi vincoli per le tutele ambientali, paesaggistiche e naturalistiche del territorio, che impongono un’attenta valutazione in caso di realizzazione di qualsiaisi tipo di opera.

Ed invece abbiamo accertato e denunciato alle autorità competenti che la Dotto Morcone s.r.l ha occupato abusivamente 10.200 mq di territorio senza che il comune fosse stato mai messo a conoscenza dei lavori che si stavano realizzando.

Ed anche il comune di Cerreto Sannita, a fronte della denuncia presentata, non ha attivato le procedure previste per legge , mentre, invece, nello stesso periodo della nostra denuncia, ha denunciato due cittadini per abuso edilizio.

 

Ma quello che ci fa indignare è l’uso di due pesi e due misure, tra il singolo cittadino e la società Dotto Morcone s.r.l.,  rispetto agli abusi edilizi.

Vigileremo affinché la legge sia rispettata e chi ha responsabilità se ne faccia carico.

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Cerreto Sannita: Eolico, Il silenzio dei…. colpevoli!

Ai confini della “ridente” cittadina di  territorio di Cerreto Sannita si è consumato un delitto ambientale dei più devastanti.

Tutelata integralmente dalla legge 8 agosto 1985, n. 431 (nota come legge Galasso) integrata nel codice dei beni culturali e del paesaggio con il D.Lgs. 42/2004 è risultata praticamente inutile. Il D. Lgs. 42/2004 si prefissava di tutelare il paesaggio ed i “point view” di Monte Coppe, La Leonessa, La Parata di Cerreto, Colle Spione e di tutto il Matese Sud-Orientale.

Questa area, particolarissima sia per le risorse naturalistiche che per la bellezza del paesaggio è stata distrutta senza che il comune di Cerreto Sannita abbia mosso un dito per difenderlo benché fosse stato più volte informato e sollecitato ad intervenire dall’associazione Fronte Sannita per la Difesa della Montagna.

E nemmeno l’ultima denuncia di sconfinamento ed occupazione abusiva di oltre un ettaro di pascoli permanenti gravati da usi civici con relativo atto di vandalismo di un cippo di epoca medievale da parte della società Dotto Morcone s.r.l. (gruppo E.ON) è servito a far intervenire il comune di Cerreto Sannita a tutela dei confini comunali e dei beni archeologici.

I danni che direttamente o indirettamente si sono compiuti sono sotto gli occhi di tutti.

Oltre al danno paesaggistico, alla distruzione di habitat prioritari tutelati dalla Comunità Europea; al rischio di inquinamento delle copiose sorgenti presenti nell’area ci sarà un notevole danno anche per gli allevamenti del “Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale IGP”.

Sono noti i danni che la presenza delle pale eoliche producono sulle mandrie e le greggi. Oltre alle nascite deformate di vitelli ed agnelli (Frosolone docet), lo stress provocato dal rumore e le onde a bassa frequenza prodotte dalle pale ridurranno esponenzialmente la produzione di latte e di carni.

A questi danni economici che subiranno sicuramente gli allevatori, si aggiungeranno i danni ambientali-naturalistici. Le stesse ricadute che ci saranno sugli allevamenti li subirà la fauna selvatica e l’avifauna. Ci sono già state le distruzioni di Habitat Prioritari di Rete Natura 2000 tutelati dalla Comunità Europea.

Il paesaggio, distrutto nonostante fosse ampiamente tutelato e ne fosse stata ampiamente denunciata preventivamente la perdita definitiva. Come è stata denunciato il mancato rispetto delle distanze delle macchine eoliche dai confini comunali ed in alcuni casi c’è il “sorvolo” delle pale nel territorio di Cerreto Sannita

Il sicuro inquinamento delle falde acquifere, la distruzione degli habitat del prezioso “Fungo di San Giorgio” (i virn) hanno già generato le prime emergenze.

Trecento ettari di pascoli permanenti gravati dagli usi civici regalati ai cacciatori per farne una riserva di caccia, altri 24 ettari regalati agli appassionati di carabina che sparano sulla testa delle mucche al pascolo.

Noi appassionati di montagna e che spesso accompagniamo appassionati che vengono anche da lontano a visitare le nostre montagne  siamo stati relegati ai margini e costretti a rinunciare alle nostre escursioni quando questi si vengono a “divertire sparando”

E non solo. Le nostre montagne sono diventate cave di pietra con aperture di una serie di cave abusive che ha modificato irreparabilmente il territorio che provocherà l’inaridimento delle falde sotterranee.

La legge 42/2004, che si prefiggeva di salvare paesaggi ed habitat unici in Europa, è stata stuprata dalla ingordigia delle multinazionali dell’eolico con la complicità delle amministrazioni comunali che hanno avuto al capacità di permettere la distruzione del nostro territorio svendendolo per quattro lenticchie.

E a quei proprietari che hanno fatto a gara a vendere quella terra alla “Leonessa”, specialmente a chi è toccata la “fortuna” di avere una pala eolica, diciamo che ciò che guadagneranno in 25 anni di affitto non basteranno per smontare e smaltire una pala. Ma vi siete mai chiesti perché i contratti li firmate con società S.R.L. e non una S.P.A.? Perchè le S.R.L., in caso di risarcimenti di danni provocati rispondono fino alla concorrenza del capitale sociale che non supera mai i 15.000 euro

Si perché come accade sempre, le società eoliche che non possono rinnovare l’impianto, quelli in area SIC, e questi sono in area SIC, dovranno essere smantellati ed i costi ricadranno tutti sui proprietari dei terreni perché le “S.R.L.” a “fine corsa” si dichiareranno fallite ed il costo del suddetto smaltimento obbligatorio della pala ricadrà inevitabilmente sul proprietario.

Ad oggi smontare e smaltire una pala eolica costa 150.000 euro.
Indubbiamente un bell’affare o una bella eredità da lasciare a figli e nipoti.
Ad oggi non sappiamo quali provvedimenti abbia messo in atto il comune di Cerreto Sannita per tutelare i diritti dei naturali dei luoghi.
Restiamo ….. in trepida attesa!

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